I punti chiave da ricordare sulla crittografia post-quantistica
- Per crittografia post-quantistica si intendono gli algoritmi progettati per resistere agli attacchi dei computer quantistici e classici.
- I futuri computer quantistici potrebbero compromettere i meccanismi di firma elettronica e di certificazione basati su RSA e sulle curve ellittiche.
- Le firme elettroniche, i timbri, i timbri temporali e i certificati digitali dovranno evolversi per preservare le loro garanzie di sicurezza.
- Il NIST ha pubblicato i primi standard post-quantistici nel 2024. L’ANSSI raccomanda una transizione graduale, in particolare attraverso meccanismi ibridi.
- I documenti conservati a lungo termine richiedono un’attenzione particolare al fine di mantenere la verificabilità della loro origine, integrità e data.
- Per le imprese e i fornitori di servizi di fiducia, la “cripto-agilità”, ovvero la capacità di far evolvere i meccanismi crittografici, diventa una sfida fondamentale per la sostenibilità della prova digitale.
Che cos'è la crittografia post-quantistica?
La crittografia viene utilizzata per proteggere le comunicazioni digitali, verificare l'identità dei mittenti e rilevare eventuali modifiche apportate a un documento.
Una parte di questi meccanismi si basa su problemi matematici estremamente difficili da risolvere per i computer attuali. È il caso, in particolare, degli algoritmi RSA ed ECC, ampiamente utilizzati nelle infrastrutture relative ai certificati e alle firme elettroniche.
L'informatica quantistica potrebbe mettere in discussione tale sicurezza. Grazie a un algoritmo matematico noto comealgoritmo di Shor, un computer quantistico sufficientemente potente e affidabile sarebbe in grado di risolvere alcuni di questi problemi in modo molto più efficiente rispetto a un computer classico.
La crittografia post-quantistica (o Post-Quantum Cryptography, PQC) mira a sostituire i meccanismi vulnerabili con nuovi algoritmi, progettati per resistere a tali capacità di calcolo.
A differenza della crittografia quantistica, essa funziona su infrastrutture informatiche classiche e non richiede l’uso di un computer quantistico.
Q-Day: quando i computer quantistici potranno compromettere l’attuale crittografia?
Il Q-Day indica il momento in cui le capacità di calcolo dei computer quantistici consentiranno di violare alcuni algoritmi di crittografia asimmetrica, in particolare RSA ed ECC, oggi ampiamente utilizzati per garantire la sicurezza degli scambi e delle firme elettroniche.
Non è possibile indicare alcuna data precisa. Le stime variano in funzione dei progressi tecnologici previsti, in particolare per quanto riguarda la correzione degli errori e la capacità di calcolo dei computer quantistici.
Per le organizzazioni, tuttavia, il rischio non si limita a tale scadenza futura. Alcuni dati riservati crittografati potrebbero già essere stati intercettati e conservati dagli autori degli attacchi nella speranza di poterli decrittografare in un secondo momento. Questa strategia è nota con il nome di «Harvest Now, Decrypt Later» (raccogliere oggi, decrittografare domani).
Per quanto riguarda le prove digitali, la sfida è diversa: si tratta di preservare l’affidabilità delle firme, dei certificati e dei timbri temporali emessi oggi, affinché possano essere verificati anche dopo il Q-Day.
È proprio per anticipare tale scadenza che le autorità competenti in materia di sicurezza informatica raccomandano una migrazione graduale verso la crittografia post-quantistica.
Perché l’informatica quantistica minaccia il valore probatorio dei documenti?
La fiducia riposta in un documento elettronico si basa, in particolare, sulla possibilità di verificarne l’origine, l’integrità e, quando necessario, la data.
Tuttavia, i meccanismi crittografici utilizzati per fornire tali garanzie possono diventare vulnerabili con l’evolversi delle tecnologie.
Firme elettroniche e timbri: un rischio di falsificazione
Una firma crittografica consente di verificare che un documento sia stato firmato utilizzando una determinata chiave privata e che non sia stato modificato dopo la firma.
Se l’algoritmo utilizzato dovesse diventare vulnerabile, un malintenzionato in possesso delle competenze necessarie potrebbe potenzialmente ricostruire tale chiave e generare nuove firme fraudolente.
La stessa questione riguarda i timbri elettronici, utilizzati per attestare l'origine e l'integrità dei documenti emessi da persone giuridiche.
Tale evoluzione non renderebbe automaticamente invalide tutte le firme precedenti. Potrebbe tuttavia complicarne la verifica e il valore probatorio, in particolare in assenza di elementi che consentano di stabilire che siano state prodotte prima della compromissione dei meccanismi crittografici.
Marcatura temporale elettronica: come preservare la prova della data?
Lamarcatura temporale elettronica consente di associare i dati a una data e a un'ora. Quando è qualificato ai sensi del regolamento eIDAS, gode della presunzione di esattezza della data e dell'ora indicate, nonché dell'integrità dei dati a cui sono collegati.
I token di marcatura temporale si basano tuttavia su firme crittografiche. Se queste dovessero diventare vulnerabili agli attacchi quantistici, la loro verifica potrebbe risentirne.
Per i fornitori di servizi di fiducia qualificati (PSCo), la sfida consiste quindi nell’adeguare i meccanismi crittografici utilizzati, garantendo al contempo la continuità e l’affidabilità dei servizi forniti.
Archiviazione elettronica: una prova deve rimanere verificabile nel tempo
I contratti commerciali, i fascicoli relativi alla proprietà intellettuale o i documenti normativi possono dover essere conservati per molti anni.
La loro conservazione fisica non è sufficiente a garantirne il valore probatorio. È inoltre necessario poter dimostrare l’affidabilità dei meccanismi utilizzati per firmarli, apporre la data e l’ora o autenticarli.
I sistemi di archiviazione elettronica devono pertanto prevedere meccanismi di conservazione a lungo termine, quali il rinnovo delle prove crittografiche, la conservazione dei dati di convalida e l’utilizzo di algoritmi aggiornati.
L'obiettivo è quello di mantenere la capacità di dimostrare l'autenticità e l'integrità dei documenti nonostante l'evoluzione delle tecnologie.
Crittografia post-quantistica: quali standard e quale calendario di transizione?
La transizione verso la crittografia post-quantistica è ormai avviata a livello internazionale. Nell’agosto 2024, il NIST, l’ente americano di normazione, ha pubblicato i primi tre standard: FIPS 203 (ML-KEM) per la generazione delle chiavi, e FIPS 204 (ML-DSA) e FIPS 205 (SLH-DSA) per le firme digitali.
In Francia,l’ANSSI raccomanda un approccio graduale basato sull’ibridazione: combinare algoritmi classici collaudati con meccanismi post-quantistici al fine di preservare la sicurezza dei sistemi durante la transizione.
L’agenzia punta inoltre all’introduzione di requisiti post-quantistici per la certificazione dei prodotti a partire dal 2027.
A livello europeo, la tabella di marcia pubblicata nel giugno 2025 prevede che gli Stati membri avviino la transizione entro la fine del 2026, dando priorità alle infrastrutture più sensibili, la cui migrazione è prevista entro la fine del 2030.
Le principali tappe della transizione post-quantistica
| Anno | Fase | Descrizione |
|---|---|---|
| 2024 | Primi standard del NIST | Pubblicazione dei primi tre standard crittografici post-quantistici. |
| 2026 | Inizio della transizione europea | Gli Stati membri sono invitati ad avviare la transizione entro la fine dell’anno. |
| 2027 | Evoluzione dei requisiti di qualificazione dell’ANSSI | Introduzione dei requisiti post-quantistici per l’ammissione alla certificazione dei prodotti. |
| 2030 | Obiettivo europeo per le infrastrutture critiche | Scadenza fissata per la migrazione delle infrastrutture prioritarie. |
Fonti: NIST, ANSSI e Commissione europea. Non tutti questi punti di riferimento hanno la stessa portata normativa.
Anche la blockchain è minacciata dall’informatica quantistica?
La blockchain viene talvolta presentata come uno strumento per garantire in modo duraturo l’integrità e l’antecedenza delle informazioni digitali. Tuttavia, anche i registri distribuiti si basano su meccanismi crittografici.
Alcune firme utilizzate nelle blockchain potrebbero essere compromesse da computer quantistici sufficientemente potenti. La loro resistenza futura dipenderà quindi dagli algoritmi impiegati e dalla capacità delle reti interessate di aggiornarli.
Dal punto di vista giuridico, il regolamento eIDAS V2 introduce un quadro normativo per i registri elettronici qualificati, ai quali si applicano presunzioni relative all’integrità delle registrazioni e alla loro sequenza cronologica.
Tuttavia, il semplice ricorso a una blockchain non conferisce automaticamente tali garanzie giuridiche.
In che modo le aziende possono prepararsi alla transizione post-quantistica?
Per le organizzazioni che producono o conservano prove elettroniche, la priorità consiste nell’anticipare l’evoluzione delle tecnologie senza compromettere le garanzie attualmente disponibili.
È possibile intraprendere diverse azioni:
- Mappare gli utilizzi crittografici: identificare le firme, i certificati, i servizidi marcatura temporale e i sistemi di archiviazione utilizzati.
- Valutare i periodi di conservazione: distinguere i documenti con un periodo di conservazione breve dalle prove la cui verifica dovrà rimanere possibile per diversi decenni.
- Interpellare i fornitori di fiducia: verificare l’esistenza di un percorso di migrazione post-quantistica e di meccanismi di conservazione delle prove.
- Privilegiare la «cripto-agilità»: assicurarsi che gli algoritmi e le chiavi possano evolversi senza compromettere la continuità del servizio.
Tale preparazione riguarda in particolare gli uffici legali, i responsabili della sicurezza informatica (RSSI) e i responsabili della conformità, le cui mansioni ruotano attorno alla protezione e alla conservazione delle informazioni.
Conclusione: preservare la fiducia digitale al di là delle evoluzioni tecnologiche
L’informatica quantistica pone una nuova sfida per la prova digitale: la sicurezza di un meccanismo crittografico può evolversi ben dopo la creazione del documento a cui è associato.
La crittografia post-quantistica offre una risposta tecnica a questa prospettiva, ma la sua adozione presuppone una trasformazione graduale delle infrastrutture, dei sistemi di archiviazione e delle pratiche di conservazione.
Sia per le imprese che per i fornitori di servizi di fiducia, la sfida consiste nel preservare la verificabilità delle prove nel tempo, anticipando il rinnovo dei meccanismi crittografici su cui oggi si fonda la loro affidabilità.
Fonti
- ANSSI, Crittografia post-quantistica (PQC): https://cyber.gouv.fr/enjeux-technologiques/cryptographie-post-quantique/
- ANSSI, Domande frequenti sulla crittografia post-quantistica: https://cyber.gouv.fr/enjeux-technologiques/cryptographie-post-quantique/faq-pqc/
- NIST, Annuncio dell’approvazione di tre standard federali per l’elaborazione delle informazioni relativi alla crittografia post-quantistica, 13 agosto 2024: https://www.nist.gov/news-events/news/2024/08/announcing-approval-three-federal-information-processing-standards-fips
- Commissione europea, «L’UE rafforza la propria sicurezza informatica con la crittografia post-quantistica», 23 giugno 2025: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/eu-reinforces-its-cybersecurity-post-quantum-cryptography
- Unione europea, Regolamento eIDAS n. 910/2014, modificato in particolare dal regolamento (UE) 2024/1183: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/FR/TXT/?uri=CELEX:02014R0910-20241018
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