Punti chiave sull’IA e sul Legal Tech
- Il 71% degli uffici legali utilizza già l'intelligenza artificiale generativa per le proprie ricerche
- L'intelligenza artificiale è in grado di analizzare e classificare le prove, ma non ne certifica né la data né l'integrità
- I deepfake rappresentano una minaccia crescente per l'autenticità delle prove
- Solo un timbro temporale qualificato ai sensi dell’eIDAS garantisce la presunzione legale della data e dell’integrità
LegalTech e IA: una definizione aggiornata
La trasformazione digitale dei servizi legali ha subito un'accelerazione negli ultimi anni. Il termine “LegalTech” indica l’insieme degli strumenti digitali che modernizzano la pratica del diritto. Con l’integrazione dell’intelligenza artificiale, queste soluzioni raggiungono un nuovo traguardo.
Cosa si intende per LegalTech IA?
Il settore LegalTech IA comprende le applicazioni che utilizzano l'intelligenza artificiale per automatizzare o supportare le attività legali. Questa categoria comprende realtà distinte:
- da un lato, l’IA «classica», basata su regole di classificazione;
- d'altra parte, l'IA generativa, in grado di produrre testi e analisi sulla base di modelli linguistici.
La differenza non è trascurabile. Laddove l’IA classica ordina i documenti in base a criteri predefiniti, l’IA generativa è in grado di redigere sintesi contrattuali o di suggerire clausole adeguate al contesto. Questa capacità apre prospettive considerevoli. Ma solleva anche questioni inedite in materia di affidabilità.
Un processo di adozione che sta prendendo piede nei dipartimenti legali
Lo studio pubblicato nel febbraio 2025 da PwC, dal Cercle Montesquieu e da France Digitale[2] conferma questa tendenza:
- Il 71% dei responsabili legali utilizza l'intelligenza artificiale generativa per le proprie ricerche,
- Il 62% ritiene che la sua integrazione negli strumenti LegalTech sia indispensabile.
Tale adozione risponde a una pressione crescente: complessità normativa, volume documentale in espansione, esigenza di reattività.
In che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando le professioni giuridiche e la gestione delle prove?
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito giuridico sono in costante aumento. Questa trasformazione sta modificando le prassi dei professionisti del diritto, senza tuttavia risolvere tutte le questioni relative al valore probatorio.
Automazione delle attività ripetitive o di scarso valore
L'intelligenza artificiale eccelle nell'esecuzione di attività che richiedono molto tempo. La ricerca di precedenti, l'estrazione di clausole, la preselezione dei documenti o il riconoscimento ottico dei caratteri beneficiano di un'efficace automazione.
Un contratto di diverse centinaia di pagine può essere analizzato in pochi minuti, mentre un giurista avrebbe impiegato diverse ore.
Analisi intelligente e rilevamento delle anomalie
Oltre alla selezione, l’IA consente un’analisi semantica dei documenti. Gli strumenti di Legal Tech basati sull’IA possono:
- individuare incongruenze nei log,
- individuare anomalie nei metadati,
- valutare i livelli di rischio relativi ai fascicoli contenziosi.
Quando l’intelligenza artificiale compromette la validità delle prove: rischi da non sottovalutare
L'intelligenza artificiale costituisce talvolta essa stessa una minaccia per l'integrità delle prove digitali.
Deepfake e falsificazioni: una minaccia all’autenticità
Nel febbraio 2024, una multinazionale di Hong Kong ha trasferito 25 milioni di dollari a dei criminali informatici dopo che un dipendente aveva partecipato a una videoconferenza in cui tutti i partecipanti erano deepfake. L’usurpazione delle loro voci e delle loro immagini era stata resa possibile dall’analisi, effettuata tramite intelligenza artificiale, di video di conferenze disponibili online in cui comparivano tali dirigenti.
La legislazione francese si è adeguata a questa realtà. La legge n. 2024-449 del 21 maggio 2024 inserisce i deepfake nel Codice penale, agli articoli 226-8 e 226-8-1. L'AI Act europeo impone obblighi di trasparenza per i sistemi di intelligenza artificiale che generano contenuti.
I rischi non si limitano alla falsificazione. Nel dicembre 2025, il tribunale di Périgueux ha emesso una sentenza che ha suscitato grande interesse[3]: il giudice ha rilevato che alcuni precedenti giurisprudenziali invocati erano «introvabili o errati», evocando esplicitamente il rischio di «allucinazioni» derivanti dagli strumenti di IA. Questo caso, il primo del genere in Francia, illustra i pericoli di un’eccessiva fiducia nei contenuti generati dall’IA.
Di fronte a tali minacce (sia che si tratti di falsificazione che di invenzione), la verifica della provenienza e dell’integrità dei documenti diventa una necessità. La marcatura temporale qualificata eIDAS consente di fissare un documento in un istante preciso e di dimostrare che non è stato alterato dal momento della sua creazione. Fornisce una prova di anteriorità che può rivelarsi determinante qualora dovesse emergere in seguito una versione falsificata. È proprio questo tipo di garanzia che offre la marcatura temporale qualificata Evidency per proteggere la catena di fiducia dai deepfake.
Privacy e GDPR: dati esposti all’insaputa degli interessati
L'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa solleva inoltre questioni relative alla protezione dei dati. Quando un giurista sottopone un contratto riservato a un modello linguistico, espone potenzialmente informazioni sensibili. I rischi di divulgazione involontaria nei prompt e l’importanza di ambienti sovrani costituiscono aspetti di particolare attenzione.

Prova della data, integrità, tracciabilità: il trittico probatorio
Di fronte ai limiti dell’intelligenza artificiale, le aziende devono ripensare il proprio approccio alle prove digitali.
Ciò che l’IA non fa, la catena di fiducia lo garantisce
L'intelligenza artificiale è in grado di elaborare e organizzare i documenti. Tuttavia, affinché una prova sia ammissibile in sede giudiziaria, sono indispensabili tre elementi:
- la prova della data,
- l'integrità,
- la tracciabilità.
Tali garanzie rientrano nei servizi di fiducia definiti dal regolamento eIDAS.La marcatura temporale qualificata rappresenta la prima misura da adottare: essa associa in modo crittografico una data e un’ora a un documento, con una presunzione legale di accuratezza riconosciuta in tutta l’Unione europea.
Per i documenti strategici, il timbro elettronico, equivalente digitale di un timbro aziendale qualificato, offre un’ulteriore garanzia di autenticità.
La complementarità tra strumenti di intelligenza artificiale e servizi affidabili
L'intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di elaborazione altamente efficiente:
- identifica rapidamente i documenti critici,
- rileva delle anomalie,
- accelera l'analisi delle pratiche.
Ma non garantisce nulla. Può generare riferimenti errati. Può essere utilizzata per creare falsi. In ogni caso, richiede una verifica da parte di una persona.
Ecco perché i meccanismi di fiducia rimangono indispensabili. La marcatura temporale qualificata e il timbro elettronico offrono ciò che l’IA non è in grado di fornire: una prova di data opponibile, una garanzia di integrità, una tracciabilità documentata. Evidency, fornitore di servizi di fiducia qualificato dall’ANSSI, propone soluzioni che si integrano con gli strumenti LegalTech esistenti tramite API. Le aziende che già utilizzano la firma elettronica possono così rafforzare il valore probatorio del proprio sistema aggiungendovi la marcatura temporale qualificata.
Tale compatibilità consente di beneficiare contemporaneamente dell'efficacia dell'intelligenza artificiale e della certezza giuridica garantita da una marcatura temporale conforme ai requisiti dell'eIDAS.
La competenza tecnica e giuridica del team affianca gli uffici legali nell'attuazione di tali percorsi probatori.
Conclusione
L'intelligenza artificiale sta trasformando le professioni giuridiche e la gestione delle prove digitali. Accelera l'elaborazione, facilita l'analisi e individua le anomalie. Tuttavia, comporta anche dei rischi: allucinazioni, deepfake, divulgazione di dati riservati. E, soprattutto, non garantisce nulla.
La validità di una prova in sede giudiziaria richiede garanzie che solo i servizi di fiducia sono in grado di fornire: prova della data, integrità, tracciabilità. È qui che entra in giocoil timbro temporale qualificato: esso garantisce la data e l’integrità dei documenti. Che si tratti di elaborare documenti con l’intelligenza artificiale o di proteggerli con soluzioni affidabili, gli uffici legali dispongono oggi di strumenti complementari per aumentare la produttività, garantendo al contempo il valore probatorio dei propri fascicoli.
[1] IMPERATRICE L., Intermarché rinuncia infine all’intelligenza artificiale con il “malamato” lupo: non ci sarà nulla nei Photomaton, Numérama, 18 dicembre 2025: https://www.numerama.com/tech/2145017-intermarche-renonce-finalement-a-lia-avec-le-loup-mal-aime-il-ny-aura-rien-dans-les-photomatons.html
[2] PwC in collaborazione con Cercle Montesquieu e France Digitale, Legaltech e IA generativa: immaginare la funzione legale del futuro!, febbraio 2025.
[3] Tribunale di Périgueux, 18 dicembre 2025, n. 23/00452; CHARLOTIN D., Le allucinazioni dell’intelligenza artificiale fanno la loro comparsa dinanzi ai tribunali francesi, 19 dicembre 2025: https://blog.doctrine.fr/les-hallucinations-de-lintelligence-artificielle-sinvitent-devant-les-juridictions-francaises/
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